Fuoriclasse – Come è nato il fuoriclasse

CHE COSA E’ IL FUORICLASSE E COME E’ NATO

“La scuola deve essere un laboratorio e non una sala conferenze”

(Daniele Novara)

La “SETTIMANA FUORICLASSE” è un Progetto ideato e realizzato nel nostro Istituto dal 2015 in seguito alle riflessioni emerse fra i docenti, perplessi sulla reale efficacia delle attività di recupero, chiamiamole, tradizionali e sulla mancanza di opportunità di avanzamento per i ragazzi più meritevoli.

Si è formata quindi una Commissione che per prima cosa si è soffermata sul significato, in senso stretto e in senso più globale, del “recupero” e si è chiesta cosa vogliamo, e dobbiamo, “recuperare”.

È possibile riepilogare le nostre risposte in questi punti: – Gli strumenti di base delle discipline – Il rispetto delle regole e dell’ambiente scolastico – Le persone con le loro competenze di cittadinanza e di vita – La scoperta e valorizzazione delle diverse intelligenze e dei diversi ritmi e modi di apprendere.

Quindi ci siamo chiesti se ci fossero attività, non alternative, ma complementari al recupero tradizionale che ci permettessero di tentare un approccio diverso, orientato a questa idea più globale di recupero che tenesse conto di tutti questi aspetti.

La scuola italiana ha spesso privilegiato l’intelligenza linguistico-verbale e quella logico-matematica ma esiste un’ampia letteratura, supportata dalle scoperte degli ultimi decenni nel campo delle neuroscienze sull’apprendimento e sulle modalità di attivazione dell’apprendimento e della memoria, attraverso l’osservazione, l’interazione, la collaborazione, la motivazione (neuroni specchio).

In questa settimana vogliamo prenderci particolare cura di queste intelligenze per promuovere attraverso di esse lo sviluppo delle competenze previste dal nostro ciclo d’istruzione mirando a un maggiore coinvolgimento emotivo e motivazionale nel processo di apprendimento.

  • ad ogni fascia sono assegnate attività diverse, che dovranno essere poi definite in base alle reali disponibilità e competenze dei singoli docenti.

Con lo sviluppo del Progetto è emersa l’idea che questa esperienza sia un’occasione anche per noi docenti per “recuperare”:

  • recuperare entusiasmo, voglia di mettersi in gioco, stimolo a sperimentare attività diverse che poi possano anche contaminare la nostra didattica in classe;
  • recuperare anche la dimensione comunitaria dell’insegnamento spingendoci a progettare insieme percorsi, a scambiarci buone pratiche, a collaborare;
  • recuperare fiducia in alcuni ragazzi che visti in situazioni diverse e/o attraverso gli occhi di un collega ci possono mostrare il loro lato nascosto.